Ginevra, 17 giugno 2011 – Le persone hanno tutte gli stessi diritti, a prescidere dal loro orientamento sessuale. Il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu ha adottato una «risoluzione storica» destinata a promuovere l’eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali. La risoluzione ha ottenuto 23 voti a favore, 19 contrari e tre astensioni, più una delegazione assente. «La risoluzione – ha detto – il rappresentante del Sudafrica presentando il testo – non «cerca di imporre certi valori ai paesi, ma cerca di favorire il dialogo». Per gli Stati Uniti è un momento «storico» per i diritti degli omosessuali. I Paesi islamici, invece, sono «seriamente preoccupati». La risoluzione approvata oggi dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu, che chiede la fine di discriminazioni e violenze basate sull’orientamento sessuale, divide. Il testo richiede, tra l’altro, di preparare uno studio sulle leggi discriminatorie e sulle violenze causate da orientamento e appartenenza sessuale. Già nel 2006, su iniziativa della Norvegia, il Consiglio dei diritti dell’uomo aveva presentato un appello sottoscritto da 54 paesi denunciando le violazioni dei diritti umani fondati sull’orientamento e l’identità di genere. Ma l’appello non aveva avuto seguito. Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha accolto il voto parlando di «un’occasione storica per mettere in luce le violazioni dei diritti umani subite da lesbiche, gay, bisessuali e transgender in tutto il mondo».
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e a ciascuno di loro spettano tutti i diritti e le libertà senza distinzione di alcun tipo“, è scritto nel testo. Sembrerebbe scontato ma a quanto pare è ancora necessario ribadirlo.